A pochi giorni dal tentato attacco al volo della Delta Airlines da parte dello studente nigeriano Abdulmuttallab, la Casa Bianca ha fatto sapere che non sarebbe stato aperto un nuovo fronte di guerra contro Al Qaeda nello Yemen.
Ulteriori impegni militari nella regione sembrano essere fuori discussione, date le spese e i costi politici del proseguimento delle campagne in Iraq e Afghanistan, ma la Casa Bianca disporrà probabilmente cambiamenti importanti all’interno dei servizi di intelligence. Barack Obama ha dichiarato che i servizi di sicurezza hanno fallito in maniera disastrosa, poiché pur avendo complessivamente abbastanza informazioni per prevenire l’attentato sul volo della Delta Airlines non sono riusciti a neutralizzare l’attentatore e a sventare la minaccia.
La mancanza di coordinamento fra le differenti agenzie di intelligence è uno dei problemi storici del comparto della sicurezza a stelle e strisce. Nel recente passato la mancanza di condivisione di notizie sensibili è costata un prezzo altissimo: prima degli attacchi al World Trade Center erano state raccolte infatti notizie sufficienti a ricostruire il quadro di una situazione potenzialmente esplosiva, ma la mancanza di canali di dialogo tra le agenzie ha impedito un’efficace azione di prevenzione. I servizi di intelligence statunitensi sembrano vivere un momento particolarmente difficile. Negli stessi giorni del tentato attacco al volo Delta, sette agenti della CIA sono morti infatti in un attentato suicida organizzato da un infiltrato in Afghanistan, reclutato dopo la sua cattura nel 2007. Secondo gli analisti, che hanno ipotizzato il perché di tale gesto, sembra essersi fatta largo l’ipotesi che in realtà l’infiltrato si sia trasformato in un agente del controspionaggio per Al Qaeda. L’attacco suicida, avvenuto all’interno di una base militare statunitense, ha rivelato lacune profonde nel sistema di sicurezza e gestione degli agenti reclutati nella regione. Non è infatti il primo caso di un infiltrato che, dopo aver lavorato su entrambi i fronti, decide di espiare le sue colpe scegliendo la via del martirio. E’ forse ancora troppo presto per poter ipotizzare quali saranno le decisioni di Barack Obama e delle alte gerarchie dell’intelligence per cercare di uscire da questa situazione di difficoltà operative. Di certo però un’eventuale epurazione sarà silente. Resta da verificare se l’attuale amministrazione deciderà di continuare sulla via tracciata da quelle che l’hanno preceduta o se rilancerà il ruolo dei servizi di intelligence in territorio statunitense e all’estero, primo passo verso una più efficace opera di contrasto ad un nemico che non utilizza le tattiche della guerra tradizionale e i cui attacchi potrebbero essere prevenuti semplicemente con un miglior coordinamento tra le diverse Agenzie.